Descrizione
Anche quest’anno la città di Alba ha ricordato le nove vittime dell’alluvione del 1994, morte sul territorio comunale in quelle terribili ore di piena 29 anni fa: Caterina Giobergia e Felicita Bongiovanni all’interno della casa di riposo Ottolenghi, Maria Magliano Sobrino e il nipotino Riccardo Sobrino travolti dall’acqua in via Piera Cillario, i coniugi Daniele Vola e Daniela Mascarello nelle vicinanze della ditta Aimeri, Emiliano Rossano di Macellai travolto dalla piena del Tanaro nella zona del ponte nuovo, i coniugi Carmine Iannone e Maria Di Paola di Nichelino morti sulla tangenziale di Alba.
Il sindaco Carlo Bo insieme all’assessore Massimo Reggio e ai rappresentanti delle associazioni di Protezione civile oggi, sabato 4 novembre, si sono dati ancora una volta appuntamento sul ponte albertino per lanciare nove rose bianche nel fiume Tanaro, una per ogni vittima. Presenti anche il consigliere regionale Maurizio Marello, i consiglieri comunali Alberto Gatto e William Revello, il sindaco di Piobesi d’Alba Mauro Prino. Dopo la cerimonia è stata celebrata la messa nella Cattedrale di Alba.
Quest’anno la ricorrenza è stata ricordata anche attraverso un incontro nella sala Consiglio del Palazzo comunale tra la Protezione civile di Alba e del territorio e i membri dell’A.I.Po, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po che si occupa della gestione delle difese spondali del fiume Tanaro, oltre al “servizio di piena” durante le emergenze. Obiettivo della riunione armonizzare le rispettive attività e il rapporto di collaborazione tra gli enti e le associazioni rafforzato dalla recente apertura dell’ufficio operativo di Alba dell’A.I.Po.
Il sindaco Carlo Bo: “Sono passati ormai quasi trent’anni, ma non abbiamo mai dimenticato quei giorni terribili e quelle vite spezzate dalla furia del fiume. Sempre più spesso, anche in queste stesse ore, assistiamo nel nostro Paese e nel mondo ad eventi climatici devastanti che ci fanno rivivere ciò che abbiamo provato nel 1994. Ci tengo a ricordare il sindaco di allora Enzo Demaria, recentemente scomparso, che dovette gestire l’emergenza. Da allora tanto è stato fatto per mettere in sicurezza il territorio, a partire dalle opere spondali e idrauliche non solo sul fiume Tanaro ma anche lungo i torrenti, interventi fondamentali. Dall’alluvione è nata anche la nostra Protezione civile, che ringraziamo, sempre preparata e presente ovunque ve ne sia bisogno. Oggi il pensiero va soprattutto alle famiglie delle vittime e a chi non c’è più”.
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Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2023, 18:13