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I C.S.I. in concerto in Piazza Medford martedì 8 settembre 2026

Un evento esclusivo trent’anni dopo lo storico concerto dedicato a Beppe Fenoglio nel 1996

Data :

23 gennaio 2026

I C.S.I. in concerto in Piazza Medford martedì 8 settembre 2026
Municipium

Descrizione

Dopo 25 anni, i C.S.I. - Consorzio Suonatori Indipendenti con Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali tornano sul palco con il tour intitolato “In viaggio” e tornano anche ad Alba, in concerto in Piazza Medford martedì 8 settembre 2026

La data albese del tour organizzato da OTR Live è stata promossa dall’Amministrazione comunale - Assessorato alla Cultura e dal Centro Studi “Beppe Fenoglio” in collaborazione con ANPI sezione Alba-Bra e “Portami Via Festival”. 

L’esclusiva esibizione arriva ad Alba a trent’anni dallo storico concerto dei C.S.I. nella Chiesa di San Domenico, il 5 ottobre 1996: un evento memorabile dedicato a Beppe Fenoglio, ancora oggi scolpito nell’immaginario collettivo della città. Indimenticabile la voce di Giovanni Lindo Ferretti che intonava: “Alba la presero in duemila il dieci ottobre e la persero in duecento il due novembre dell’anno 1944”.

Quel concerto registrato dal vivo divenne l’album “La terra, la guerra, una questione privata” pubblicato il 22 gennaio 1998 e dedicato alla memoria e all’opera dello scrittore Beppe Fenoglio, autore tra l’altro del romanzo “Una questione privata”.

Il ritorno dei C.S.I. ad Alba si inserisce in un percorso di memoria e cultura che intreccia musica, letteratura e storia civile. Alba, città di Beppe Fenoglio e Medaglia d’oro al Valor Militare per la lotta di Liberazione, celebra così il trentennale del concerto dei C.S.I. intitolato “Un giorno di fuoco” (1996), omaggio ad uno dei testi più significativi di Beppe Fenoglio.  

Un concerto che non è solo musica, ma un’occasione per riaffermare i valori fondanti della vita democratica, attraverso una delle esperienze artistiche più profonde e coerenti della scena italiana contemporanea

«Il ritorno dei C.S.I. ad Alba - dichiarano il sindaco di Alba Alberto Gatto e la vice sindaco e assessora alla Cultura Caterina Pasini - rappresenta un momento di straordinario valore culturale e simbolico per la nostra città. Non si tratta solo di un grande evento musicale, ma di un appuntamento che intreccia memoria e impegno civile, nel segno di Beppe Fenoglio e della storia della nostra comunità. A trent’anni dal concerto nella Chiesa di San Domenico e dalla pubblicazione di “Un giorno di fuoco”, Alba riafferma il proprio legame con la musica che è sempre capace di interrogare il presente, custodire la memoria e parlare alle nuove generazioni. Accogliere nuovamente i C.S.I. ad Alba significa raccontare il nostro tempo con profondità, coerenza e responsabilità».

«La notizia del ritorno dei C.S.I. ad Alba mi riempie di gioia – dichiara Margherita Fenoglio, figlia dello scrittore Beppe - Sono trascorsi trent’anni dal concerto dedicato a mio padre, ma l’emozione per quell’evento così speciale e partecipato è ancora forte e viva. È stata un’onda travolgente di musica, di parole lette e dette, di fotografie quasi evanescenti sui muri della Chiesa di San Domenico. I C.S.I. in un “concerto ad onore e memoria” di mio padre sono stati un regalo straordinario; per questo, per la generosità, la vicinanza e la passione civile che ci accomuna sono grata a ciascuno di loro. È con questi sentimenti che attendo il loro ritorno, certa che quell’emozione sarà pienamente rinnovata».

I biglietti sono in vendita su Ticketone e nei circuiti abituali da venerdì 23 gennaio alle ore 11.00.

Photo: ©Guido Harari

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I CSI – La storia
«Dopo aver suonato nell’URSS in disfacimento, a Mosca, con i militari dell’Armata Rossa in piedi durante la nostra esecuzione di Aja Ljublju SSSR, avevamo capito che era finita, che i CCCP erano finiti».
L’ultimo disco dei CCCP – Fedeli alla linea: Epica Etica Etnica Pathos – è stato anche il racconto di una transizione. Registrato in una villa della campagna reggiana in tre mesi (aprile, maggio, giugno 1990), realizzato interamente in tempo reale, suonando tutti insieme nello stesso momento e nello stesso spazio fisico, e poi mixato nella cappella della villa.
Quando quel disco fu finito capimmo due cose: che un ciclo si era concluso, ma che stava iniziando qualcos’altro. Quel qualcosa erano i C.S.I.
Poi le cose vanno veloci: nasce il C.P.I. (Consorzio Produttori Indipendenti) per volontà di Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti. Lo stesso Maroccolo, alla presentazione di Epica Etica Etnica Pathos (di cui ha curato la produzione, così come di tutti gli altri dischi dei C.S.I.), dice: «Insisterò in tutti i modi per farli tornare sul palco». E ci riesce: Maciste contro tutti, un grande concerto all’Anfiteatro del Museo Pecci di Prato, dove i gruppi suonano insieme. Alla fine del concerto Giovanni e Massimo hanno un’idea: si chiameranno Consorzio Suonatori Indipendenti. I C.S.I. nascono il 18 settembre 1992.
Tutto cambia. Anche l’etichetta discografica: da Virgin si passa a PolyGram, allora diretta da Stefano Senardi. Serve un disco nuovo, ma prima di tutto serve un modo nuovo per farlo: un ritiro, questa volta fuori dall’Italia. Una casa in Bretagna, dove vivere e suonare insieme. Da lì nasce Ko de mondo, che esce nel gennaio 1994. Vende le solite 30 mila copie. Ma ormai è tutto diverso: dall’indistinto brusio di A tratti, ai dolori di Del mondo, fino alle terribili premonizioni di Memorie di una testa tagliata e alla percezione, già allora chiarissima, dell’avanzare del lato oscuro in Finisterré. Inizia il viaggio.
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1996 – Linea Gotica. Una piccola patria in lotta
Due anni dopo, mentre Sarajevo brucia e la Biblioteca Nazionale viene divorata dalle fiamme, i C.S.I. tornano in studio: non si può far finta di niente. Anche Materiale Resistente – che è stato un concerto, un libro, un film – ha lasciato un segno. Linea Gotica esce nel 1996 e segna una svolta radicale.
Via le percussioni, quasi tutte. Via i tempi rock. Via qualsiasi forma di consolazione. Restano chitarre appena distorte, tastiere che suonano come organi di chiesa, chitarre che diventano bassi e bassi che diventano chitarre. La voce di Ferretti declama, urla, canta. Fenoglio, il Comandante Diavolo, il Monaco ubbidiente. Germano Nicolini. Giuseppe Dossetti. Appunti partigiani.
Cupa vampa si apre con il rogo di Sarajevo: un requiem per la civiltà europea che non ha saputo impedire un nuovo olocausto. Linea Gotica e I ventitré giorni della città di Alba: «Alba la presero in duemila il dieci ottobre e la persero in duecento il due novembre dell’anno 1944». La letteratura come unico strumento per custodire la memoria contro l’oblio. Con Franco Battiato, E ti vengo a cercare diventa un contraltare all’orrore.
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1997 – Tabula Rasa Elettrificata. Se divento un megafono mi incepperò
Ferretti e Zamboni partono per la Mongolia. Tornano con nuove idee e, in perfetta sinergia con il resto del gruppo, nasce Tabula Rasa Elettrificata, che esce nell’estate del 1997. Non c’è niente da spiegare: è un disco fatto di energia ed elettricità. La forma è sostanza.
Il disco questa volta vende oltre 80 mila copie, va in testa alle classifiche. Il rock alternativo italiano conquista il mercato. Ma a quale prezzo? La freddezza dei palasport, il rapporto con un pubblico adorante. Il successo di massa può andare bene per altri, non per i C.S.I. Qualcosa si sta incrinando.
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Gennaio 1998 – La terra, la guerra, una questione privata
Serve una cura drastica. I C.S.I. decidono di registrare un concerto in una chiesa di Alba, in onore di Beppe Fenoglio. Le note di copertina sono un manifesto:
«Verrà ritirato dal mercato il 1° maggio 1998. Non è una questione economica, è una questione privata».
È un harakiri simbolico dopo il successo dell’anno precedente, un gesto anticommerciale e provocatorio.
Sul palco le canzoni vengono denudate: Campestre con le sue chitarre essenziali, In viaggio rallentata fino alla rarefazione totale, Annarella accompagnata solo dal pianoforte. Giorgio Canali chiude Guardali negli occhi con un feedback delicato e straziante.
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Mostargiugno 1998 – Presagio di una fine
Tre concerti: uno a Mostar Ovest per i croati, uno a Mostar Est per i bosniaci musulmani e uno a Banja Luka per il pubblico serbo. Piove. Il maltempo crea tempesta anche negli animi: a Mostar il concerto continua a essere rinviato. Quando finalmente si tiene nella parte croata, non c’è nessuno. Qualcosa non torna.
Ferretti: «I C.S.I. sono morti nel nostro cuore e nella nostra testa dopo i concerti in Bosnia del giugno 1998, per poi morire realmente nel tour estivo tenuto senza Massimo Zamboni nell’estate del 2000».
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29 giugno 2001 – Montesole, la grazia ricevuta
Massimo Zamboni abbandona definitivamente i C.S.I. Per gli altri non ha più senso continuare con quel nome. Nascono i PGR – Per Grazia Ricevuta. Una malattia sconfitta, una memoria necessaria.
Il 29 giugno 2001 si tiene un concerto nel Parco storico di Monte Sole, a Marzabotto, in memoria di don Giuseppe Dossetti.
Marzabotto è un luogo di dolore estremo: tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 le truppe naziste della 16ª Divisione corazzata granatieri delle SS, guidate dal maggiore Walter Reder, compirono uno degli eccidi più feroci della Seconda guerra mondiale. Almeno 770 civili furono sterminati in 115 luoghi diversi; secondo alcune fonti le vittime furono fino a 1.830. Nella frazione di Casaglia la popolazione si rifugiò nella chiesa di Santa Maria Assunta: i tedeschi irruppero uccidendo il sacerdote don Ubaldo Marchioni, poi raccolsero le altre persone nel cimitero e le mitragliarono. Morirono 195 persone di 28 famiglie diverse, tra cui 50 bambini.
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21 gennaio 2026
Sono passati venticinque anni da Montesole. I CCCP hanno concluso una serie di eventi di grande successo. I C.S.I. ricominciano da qui: Ferretti Giovanni Lindo, Zamboni Massimo, Maroccolo Gianni, Di Marco Ginevra, Magnelli Francesco, Canali Giorgio.
Il nuovo Viaggio live, prodotto e organizzato da OTR Live, partirà a fine agosto proprio da Marzabotto per arrivare ad Alba.

Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2026, 11:45

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